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Chirurgia sportiva

  • Legamento crociato anteriore (LCA) e Legamento crociato posteriore (LCP)
  • Lesioni Cartilaginee
  • Patologia della Rotula: Instabilità maggiore o minore
  • Lesioni Meniscali

Ricostruzione Legamento crociato anteriore e posteriore (LCA-LCP)
I traumi distorsivi del ginocchio sono i primi responsabili della rottura o lesione dell’apparato  capsulo legamentoso del ginocchio (legamento crociato anteriore lca, legamento crociato posteriore lcp, legamenti collaterali mediali e laterale, lcm,lcl) e delle lesioni meniscali (mediale e laterale).

I legamenti svolgono un ruolo di stabilizzatori del ginocchio.

Legamenti crociati: alloggiati all’interno dell’articolazione dove decorrono nelle loro inserzioni anatomiche, incrociandosi. La loro solidità garantisce la stabilità articolare in qualsiasi condizione motoria, impedendo lo spostamento rispettivamente anteriore e posteriore della tibia rispetto al femore e la rotazione degli stessi a diversi gradi di flessione.

La lesione dei legamenti crociati colpisce principalmente il sesso maschile e quella dell’anteriore è la più comune. Spesso si accompagna a lesioni associate legamentose o e meniscali.

Sintomi:

in caso di un infortunio sportivo e quindi di una rottura acuta del lca, si presenta un importante ematoma, dolore , impotenza funzionale, gonfiore.

La sintomatologia acuta scompare nel giro di 1-3 settimane mentre la spiacevole sensazione di instabilità non migliora e costringe i pazienti alla sospensione dall’attività sportiva.

La lesione del legamento crociato anteriore non guarisce spontaneamente, ma consente di riprendere   gradualmente  una vita normale, prestando attenzione a tutte quelle condizioni che possono stressare il ginocchio e richiedere un  maggiore impegno stabilizzante.

Il potenziamento muscolare globale di coscia può vicariare in parte la funzione del crociato lesionato.

La diagnosi è prettamente clinica coadiuvata da quella strumentale.

Tecnica chirurgica : quando e come

Per gli sportivi  o per tutti coloro che necessitano di una stabilità integra, la soluzione chirurgica  che ricostruisce il legamento rotto con un innesto tendineo (  πορνο– nel 90% dei casi si esegue autotrapianto dal tendine rotuleo o semitendinoso o gracile)  garantisce il ripristino articolare come prima dell’incidente.

L’intervento viene eseguito in artroscopia e prevede solo una piccola incisione superficiale per il prelievo dell’innesto tendineo.

Il nuovo legamento viene ancorato all’osso con viti biodegradabili o differenti sistemi con piccole placche in titanio.

La ricostruzione dei tendini : rotuleo, quadricipite, collaterale mediale e laterale avviene con tecnica classica in quanto non è possibile quella artroscopica.

Riabilitazione

La riabilitazione per l’intervento di ricostruzione lca e lcp richiede un’attenzione particolare . il paziente deve seguire il protocollo riabilitativo che consta di step, cadenzati nel tempo e nell’impegno funzionale dell’articolazione  a tutela del nuovo legamento.

Il paziente dovrà utilizzare un tutore postoperatorio rigido senza possibilità di sblocco  e deambulazione controllata con uso di bastoni canadesi per un periodo stabilito.

Immediato Post operatorio

  • Crioterapia
  • Esercizi di flesso estensione passiva ( con uso del Kinetec), passiva assistita, attiva.
  • Contrazioni isometriche

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Lesioni cartilaginee

La tecnica usata può essere di Debridement, perforazione, trapianto biologico con cellule staminali e o fattori di crescita.

Patologie della rotula: instabilità maggiore o minore

Sintomi
Frequenti episodi lussativi che compromettono notevolmente il quotidiano, dolore, gonfiore, riduzione della funzionalità articolare.

Trattamento
Il primo trattamento è quello riabilitativo con rinforzo mirato e selettivo dei muscoli del quadricipite( vasto mediale o vasto laterale). Se non sufficiente e quando gli episodi lussativi sono recidivanti ed invalidanti, si opta per la soluzione chirurgica, supportata sempre da indagini quali rx, rmn, tac.

Tecnica Chirurgica
Trattamento di ritenzione del legamento patello femorale mediale o riallineamento dell’apparato estensore con associata o meno trasposizione della tuberosità tibiale.

Riabilitazione
Preoperatoria: si consigliano esercizi di rinforzo muscolare del quadricipite, prestando particolare attenzione al vasto mediale ( più comunemente) e laterale.
Immediato Postoperatorio :
crioterapia
il paziente farà uso di tutore rigido postoperatorio senza possibilità di sblocco, deambulazione assistita con carico progressivo.
La riabilitazione inizia mediamente dopo le 24 ore dall’intervento.
Si inizia con esercizi di flesso estensione passiva con uso del Kinetec, passiva assisitita, attiva,contrazioni isometriche.

Lesioni meniscali
La tecnica chirurgica utilizzata per le lesioni meniscali è l’artroscopia.
Non prevede incisioni. L’accesso chirurgico avviene per mezzo di tre piccoli forellini.
Nel post operatorio non necessita dell’uso di stampelle e non è richiesto un protocollo riabilitativo da seguire.