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Protesi all’anca

In condizione di normalità, l’articolazioni dell’anca è espressione di un’ armoniosa coesistenza e collaborazione di tutte le componenti articolari che consentono di muoverci con disinvoltura .Quando questo equilibrio viene a mancare o a ridursi, si scatenano inevitabilmente dei danni e quindi delle limitazioni più o meno gravi e durature, che si manifestano con:

Sintomi
dolore, rigidità, zoppia (claudicazione da fuga), difficoltà ad allacciarsi le scarpe, indossare i calzini, salire e scendere le scale, o svolgere con libertà movimenti del proprio quotidiano.

Cause
Possono essere dovute a:

Trattamento
Una volta fallito il trattamento conservativo di tipo farmacologico e fisioterapico si valuta la soluzione chirurgica, supportata da esami quali RX, Tac, Rmn.

Chirurgia
La chirurgia protesica è in grado di curare efficacemente le patologie a carico delle articolazioni dell’anca.
Grazie alla continua evoluzione delle tecniche e dei materiali , l’impianto protesico consente di ottenere risultati sempre più duraturi ed efficaci in grado di togliere o ridurre notevolmente il dolore e di restituire una fisiologica mobilità articolare , consentendo la possibilità di praticare anche attività sportive.

La chirurgia protesica è una chirurgia elettiva che valuta i parametri personali di ogni paziente, età, peso, deformità, patologie, stile di vita.

Materiali
I materiali sono di grande resistenza e biocompatibilità ed argomento di ricerca scientifica continua.

  • Le componenti metalliche sono al titanio o leghe di metallo.
  • Le componenti di accoppiamento che svolgono una funzione di ammortizzatore o facilitatore dello scivolamento delle superfici metalliche, a basso impatto d’usura possono essere di polietilene o ceramica.

L’accoppiamento varia, rispondendo ai parametri personali di ogni paziente. ( metallo-polietilene; ceramica-ceramica; ceramica-polietilene).
Cemento: polimetilmetacrilato, viene usato solo se necessario. Per la fissazione delle componenti molto più frequentemente nel ginocchio.

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Le protesi possono essere cementate, parzialmente cementate o non cementate
La durata media di un impianto protesico va dai 10 ai 25 anni, ma la variabilità individuale è grandissima.

Infatti il peso corporeo, la qualità dell’osso e lo sforzo fisico possono incidere considerevolmente sulla durata dell’impianto.

Tecnica Chirurgica
La protesi di anca viene impiantata con tecnica mini invasiva, con un meticoloso approccio chirurgico che consente di mantenere integro l’apparato muscolare e capsulo legamentoso.
Ciò consente tempi di recupero post operatori più rapidi e riduzione del dolore.

L’anestesia di solito è la peridurale.
Dopo l’intervento,una volta stabilizzati dal punto di vista clinico, i pazienti inizieranno la terapia fisioterapica.

La competenza e professionalità del chirurgo sono requisiti essenziali per il buon esito dell’intervento che affiancati dalla collaborazione dell’equipe multidisciplinare e dalla volontà del paziente, ne garantiscono il successo .

Tutte le protesi d’anca sono costituite da tre componenti fondamentali:

– la componente sferica o testa protesica, di metallo o di ceramica, sostituisce la testa femorale;

– lo stelo, su cui è collocata la testa protesica che si ancora all’osso femorale sano;

– la componente acetabolare o cotile: una coppa costituita da un doppio strato, il primo metallico, a contatto con l’osso del bacino, il secondo (in ceramica o polietilene – inserto) a contatto con la testa protesica.

Riabilitazione delle protesi

La riabilitazione gioca un ruolo assai incisivo nella buona riuscita dell’intervento.

La partecipazione attiva del paziente è elemento imprescindibile che, accompagnato dal fisioterapista deve necessariamente dedicare tempo agli esercizi.

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Può essere  utile seguire un programma riabilitativo preoperatorio che miri al mantenimento  del tono e trofismo muscolare, mobilizzazione attiva o se non possibile mobilizzazione attiva assistita o passiva.

Protocollo riabilitativo post operatorio